Mamme Papà

“Vieni presto da me”: lettera d’amore di una moglie a suo marito dopo una separazione

“Vieni presto da me”: lettera d’amore di una moglie a suo marito dopo una separazione

Mentre partecipava a un ballo in un country club nel luglio 1918, la diciassettenne Zelda Sayre, fresca di scuola superiore, conobbe Francis Scott Fitzgerald, un sottotenente di 22 anni dell’esercito statunitense che ambiva a diventare un grande romanziere. Lui si innamorò all’istante, lei un pò meno. Tuttavia i dubbi di Zelda sulle aspirazioni di Fitzegerald furono smentiti due anni dopo con la pubblicazione del suo fortunatissimo romanzo d’esordio, Di qua dal Paradiso, e la ragazza accettò di sposarlo.

Divenuti subito delle celebrità nella New York dei ruggenti anni venti, la coppia instaurò presto una routine fatta di eccessi con l’alcol e litigi frequenti, che avrebbe caratterizzato uno dei matrimoni più burrascosi nella storia della letteratura.

Questa lettera fu scritta da Zelda nel 1920, in seguito a una lite e solo sei mesi dopo il matrimonio. La coppia si separò nel 1934.

La lettera:

Guardo lungo il sentiero e ti vedo arrivare, tra la foschia e la nebbia i tuoi cari pantaloni spiegazzati si affrettano verso di me. Senza di te, caro, carissimo, non potrei vedere, nè udire, nè sentire, nè pensare – non potrei vivere. Ti amo così tanto e non permetterò mai più, in tutta la nostra vita, che passiamo un’altra notte separati. Stare senza di te è come chiedere è come chiedere clemenza ad un temporale, uccidere la bellezza o diventare vecchi. Ho così tanta voglia di baciarti, dietro, sull’attaccatura dei tuoi cari capelli e sul petto. Ti amo, e non so dirti quanto. Credo che morirei se tu lo sapessi… Sciocco! Devi cercare di capire quanto ti amo, quanto sono priva di vita quando non ci sei. Non riesco nemmeno ad odiare queste dannate persone. Nessuno più di noi ha diritto a vivere, e quelli stanno insozzando il nostro mondo… tuttavia non posso odiarli perchè ti desidero così tanto. Vieni presto, vieni presto da me. Non potrei vivere senza di te nemmeno se mi odiassi, nemmeno se fossi coperto di piaghe come un lebbroso. Nemmeno se scappassi con un’altra donna e mi lasciassi morire di fame e mi picchiassi. Io ti vorrei comunque, lo so…

Amore, Amore caro

Tua moglie

 

fonte: l’arte delle lettere a cusa di Shaun Usher

Rispondi