Aristocratica

Una bambina chiese ad Albert Einstein: “Gli scienziati pregano?”

Una bambina chiese ad Albert Einstein: “Gli scienziati pregano?”

Albert Einstein essendo una delle più grandi menti e lo scienziato più famoso al mondo, veniva regolarmente interrogato sulle sue idee in fatto di religione. Nel gennaio del 1963 una bambina di nome Phillis scrisse a Einstein per conto della sua classe di catechismo e pose la domanda “gli scienziati pregano?”, la risposta di Einstein non tardò ad arrivare.

La lettera di Phyllis ad Albert Einstein

Mio caro dott. Einstein,

nella nostra classe di catechismo è sorta la domanda: gli scienziati pregano? Ci stavamo chiedendo se si potesse credere sia alla scienza sia alla alla religione. Stiamo scrivendo a scienziati e ad altri uomini importanti per cercare di avere una risposta alla nostra domanda.

Saremo molto onorati se risponderà alla nostra domanda: gli scienziati pregano? E per cosa pregano?

Frequentiamo la terza media nella classe della signorina Ellis

Rispettosamente sua Phillis


La lettera di risposta di Albert Einstein alla piccola Phyllis

Cara Phyllis,

cercherò di rispondere alla tua domanda in parole semplici. Ecco la mia risposta: Gli scienziati credono che ogni evento, comprese le faccende umane sia dovuto alle leggi della natura. Quindi uno scienziato non è portato a credere che il corso degli eventi possa essere influenzato dalla preghiera, vale a dire da un desiderio manifestato in modo soprannaturale.

Però dobbiamo ammettere che la nostra conoscenza di queste forze è imperfetta, quindi alla fine il credere nell’esistenza di uno spirito ultimo si basa su una specia di fede. Tale fede è assai diffusa nonostante le attuali conquiste della scienza.

Ma allo stesso tempo, chiunque sia seriamente coinvolto nella ricerca scientifica capisce che c’è uno spirito che si manifesta nelle leggi dell’universo, uno spirito di gran lunga superiore a quello dell’uomo. In questo modo la ricerca scientifica porta a un sentimento religioso particolare, che di sicuro è molto diverso da quello di chi crede in maniera più ingenua.

Con i miei cordiali saluti, tuo A. Einstein

 

 

 

fonte: L’arte delle lettere a cura di Shaum Usher

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