Malattie

Quando l’apparire conta più dell’essere

Quando l’apparire conta più dell’essere, si perde di vista la realtà.

C’è una esigenza sfrenata di apparire. Se non appari non esisti. Quando l’apparire conta più dell’essere. Perché questa moda dei social network, della foto in cui sono nella posa migliore, con i tag alle foto con gli amici, i selfie mentre faccio le cose più disparate per dire che esisto, che vivo e ci sono, fanno in modo che l’essere umano viva una vita piena, piena soprattutto di immagini che raccontano una realtà, quella costruita solo per apparire.

Quando l’apparire conta più dell’essere, sono tutti impegnati ad essere presenti sui social, Si immagina la frase migliore da scrivere nel proprio stato, le foto della serata presedente da postare, la persona di gradimento con cui chattare, l’amicizia da aggiungere. Quando l’apparire conta più dell’essere si è finiti a parlare in questo modo strano, usando un gergo incomprensibile, ma condiviso ormai da tutti.

Chi c’è veramente dietro quello schermo? Una ragazza adolescente con i genitori separati, un ragazzo cicciottello che evita di uscire, un anziano solo, una donna triste e insoddisfatta. Dietro quello schermo ci sono delle storie.

Migliaia di vite costrette a testa in giù a guardare uno schermo con cui avere un rapporto. E anche l’amore, se non è social che amore è? “Io amo perdutamente la mia ragazza.” Potrà dirle che la ama guardandola negli occhi regalandole un fiore di campo? Crea un gruppo: “io e te tre metri sopra il cielo”. Forse bisognerebbe iniziare a guardarsi negli occhi.

E l’apparire diventa follia, come in questo video di Rovazzi Iena in cui i ragazzi tentano selfie estremi per apparire:

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