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Processo di Beatificazione per Santa come martire vittima di femminicidio – Foto

Processo di Beatificazione per Santa come martire vittima di femminicidio, una barese purosangue del quartiere libertà, massacrata da un uomo ancora a piede libero.

Santa voleva solo vivere, era una ragazza normalissima con tanti sogni nel cassetto e una grande devozione per Maria e Gesù. Nata nel ’68 Santa aveva la passione di vivere, frequentava gli amici, la chiesa e un bel giorno iniziò ad essere seguita da un uomo, un certo Giuseppe Di Mauro che la perseguitò per tre anni fino a quando decise di ucciderla sotto casa, sotto gli occhi increduli del papà poliziotto.

Una storia molto triste che ha tenuto una sala gremita in silenzio al racconto della sorella di Santa, Rosanna Scorsese, una donna mite, colta e con un grande dolore nel cuore elaborato negli anni ma ancora vivo nella fervida passione dei messaggi che trasmette alla gente intorno a sè.

L’evento organizzato dal Centro Antiviolenza Liberamente con la collaborazione di AIDE Altamura Voci di Murgia, Donne IN, Fidapa BPW ITALY Sezione Altamura, Lo Scrigno – Associazione di Promozione Sociale, Una stanza per un sorriso Onlus nella sala consiliare del comune di Altamura, è stato un momento caldo per il cuore, la Scorsese era un fiume in piena e ha raccontato tutta la storia della sorellina con cui trascorreva il suo tempo da adolescente e che per nulla immaginava potesse finire così.

Santa fece molte denunce tutte firmate di suo pugno, tre anni di denunce, tutti sapevano, a Bari, a Palo del Colle, alle stazioni, in chiesa, all’università, tutti sapevano che Giuseppe Di Mauro la perseguitava ma nessuno potè fare niente contro la follia di un uomo che aveva bisogno di aiuto perchè affetto da schizzofrenia e paranoia e sua madre si rifiutava di farlo curare.

Santa e la sua famiglia si rivolsero addirittura a due magistrati che le dissero: “signorina, piccolina com’è se avesse voluto farle del male glielo avrebbe già fatto“, una frase che riecheggia forte a distanza di molti anni, la giustizia che dovrebbe fare qualcosa, ti sbeffeggia e di lì a poco, la piccola Santa sarà martoriata dal suo killer.

Un omicidio preannunciato di cui nessuno si è occupato. Giuseppe Di Mauro è ancora vivo e vegeto, considerato non in grado di intendere e di volere, ha passato gli ultimi dieci anni in un manicomio criminale e oggi vive a piede libero e la Scorsese dice: “io ho paura, potrebbe anche essere qui tra noi” rivolgendosi alle donne presenti all’evento.

L’omicida si muove liberamente tanto da inviare una lettera alla Gazzetta Del Mezzogiorno a nome di Santa e anche una risposta a firma di Giuseppe Di Mauro, entrambe pubblicate senza mai nè una verifica della veridicità da parte del direttore nè delle scuse formali alla famiglia di Santa.

Tutta la storia di Santa è raccolta nel libro scritto da Alfredo Traversa.

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