Donne Lavoro

Lavoro per disoccupate? Tocca renventarsi

Lavoro per disoccupate? la parola chiave è reiventarsi, affiancare gli esperti dei vecchi mestieri e creare nuove iniziative.

Raccontiamo l’esempio di una realtà milanese nata proprio dalla creatività di alcune persone.

Un giovane precario e un sessantacinquenne pensionato, che cosa hanno in comune? Entrambi non avrebbero nulla da fare se non si reinventassero. Matera, Altamura e Santeramo erano considerati il triangolo industriale per eccellenza della produzione del mobile imbottito. Caduta la filiera, costruita negli anni e con sacrifici, quella che ha dato da mangiare a molte famiglie dell’entroterra murgiano e non solo, molti operai sono rimasti senza lavoro. Quando sei il pezzo di una catena di montaggio, ti senti indispensabile, quando la catena di montaggio viene meno, anche l’anello indispensabile non serve più. La conseguenza è una manodopera, specializzata e non, buttata via. Anni di formazione e risorse economiche ed umane investite, spazzate via. Migliaia di giovani e meno giovani senza lavoro. Uno scenario quasi apocalittico che ha cambiato completamente le fattezze di un territorio. Dalle macerie qualcuno si è rialzato e ha ricominciato, qualcun altro, prova a restare a galla, con i quattro soldi della disoccupazione o della cassa integrazione. Il cambiamento non è stato solo nello stato economico e patrimoniale delle persone, ma soprattutto psicologico e sociale. Quei tempi erano considerati d’oro. Ragazzi e ragazze terminata la scuola dell’obbligo, la terza media, tentavano subito di essere reclutati da qualche salottificio, perchè se dimostravano di essere bravi, rispettare i minuti della produzione, riuscivano ad incassare, in media, fino a 3 milioni delle vecchie lire, ogni mese. Per le donne si delineò una nuova figura professionale faticosa ma ben remunerata, “la cucitrice”. La donna da “casalinga”, a “sarta”, “ricamatrice” a “cucitrice”. Il passo è stato breve. Ma adesso che fine hanno fatto tutte queste ragazze? Di che cosa si occupano? Si è parlato e si parla molto di “Riconversione”. La “Riconversione” è un processo che consente alle imprese di inserirsi in settori di produzione a domanda più elevata, rispetto a quello in cui già operano, attraverso l’introduzione di nuovi impianti o la trasformazione di quelli esistenti. Lo scopo è quello di poter produrre, in funzione delle nuove esigenze di mercato, beni o servizi differenti da quelli precedentemente prodotti o erogati. Sta di fatto che tocca “Reinventarsi”.Nel 2004 alcuni giovani precari della moda e della comunicazione di Milano crearono un marchio aperto “Serpica Naro”. Serpica Naro non è altro che l’anagramma di San Precario. Dallo scambio con il collettivo milanese nacque, a settembre 2011, la sartoria “Re(d)cycle”. All’interno della sartoria si realizzano abiti e accessori ispirati all’openwear Serpica Naro, si rimodellano abiti e magliette, si fanno corsi di cucito, si dà consulenza di immagine e consigli utili per riadattare un capo di abbigliamento, tutto realizzato all’insegna dello slogan “la moda è un ingranaggio collettivo”. In accordo con gli obiettivi dell’Anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni 2012, la Carta Regionale per l’Invecchiamento attivo promuove la tutela e la valorizzazione delle persone anziane ed una cultura attenta alle loro esigenze e potenzialità in ogni settore della vita sociale, civile, economica e culturale, per tutto il corso della vita. Contestualmente, si riconosce la necessità di ottimizzare il contributo di tutte le generazioni alla società, favorendo e stimolando il dialogo e gli scambi tra le generazioni quali fattori di socializzazione, reciproco supporto e di coesione sociale. L’art. 8 della Carta tra le altre cose è tesa a promuovere iniziative rivolte al recupero degli antichi mestieri in ottica di valorizzazione delle capacità e delle competenze delle persone anziane a supporto di una rete di opportunità formative e lavorative per i giovani che apprendono gli antichi mestieri e attivano nuove iniziative economiche. Un’ottica intrisa di una interessate opportunità di crescita e mobilitazione di nuove risorse sociali.

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