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La Società Italiana di Pediatria fa chiarezza sulla variante inglese del Covid-19

Perché i virus mutano?

I virus, e in misura maggiore quelli a RNA (come il coronavirus), a differenza dei batteri hanno dei meccanismi di sopravvivenza legati alle mutazioni della loro struttura: più si diffondono e più mutano. Le mutazioni non li renderebbero necessariamente più pericolosi.

Cos’è la variante “inglese” del Covid-19?

Questa variante fa parte di una serie di numerose mutazioni che avvengono all’interno del virus SARS-CoV-2. Le diamo maggiore valore in quanto è stata ritrovata con più frequenza in una determinata popolazione di soggetti positivi all’infezione.

Perché si dice che la variante “inglese” sia più contagiosa?

Dal punto di vista epidemiologico è stata individuata più frequentemente all’interno di una popolazione. Le modalità di protezione dall’infezione restano sempre invariate: distanziamento fisico, igienizzazione delle mani, uso delle mascherine, frequente areazione degli ambienti, etc..

La variante “inglese” del Covid-19 è più aggressiva?

Non è stata dimostrata una maggiore pericolosità, ma solo una sua maggiore frequenza di circolazione. I soggetti individuati con la variante inglese non finiscono in rianimazione in misura maggiore rispetto ad altri pazienti infettati dal virus con eventuali altri tipi di mutazioni.

Il vaccino funziona?                                            

Il vaccino viene strutturato attraverso un codice genetico (mRNA) finalizzato a produrre anticorpi specifici contro il “braccio” (proteina Spike) presente sulla superficie del virus, per impedirne l’aggancio alla cellula dell’ospite ed infettarla. Tale codice genetico viene eliminato dall’organismo senza alcun effetto sul DNA. Al momento il vaccino resta efficace nel proteggere dal virus e ci auspichiamo che sarà a breve previsto anche per la fascia pediatrica.

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