Gravidanza

Che cosa è il parto spontaneo indolore?

Lo chiediamo alla dottoressa Rosa Divincenzo, ginecologo presso l’Ospedale F. Perinei della Murgia

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Chi è la dottoressa Rosa Divincenzo, qual è la sua formazione e di che cosa si occupa?
“Ho quarant’anni di esperienza professionale, mi occupo essenzialmente di #ostetricia e #ginecologia e mi sono formata presso l’#università degli studi di #Bari. Inoltre ho fatto molti corsi per perfezionarmi, anche fuori, perché la mia passione è l’ostetricia. Sono una promotrice del #parto spontaneo e della parto analgesia, infatti l’ospedale di #Altamura si occupa di parto analgesia dal 1997, siamo stati i primi della regione #Puglia e il nostro è stato il reparto in cui abbiamo abbassato il tasso dei #cesarei dal 40% al 27% , un dato che cerchiamo di mantenere per quello che è possibile.”

Cosa significa per lei fare il ginecologo?
“Soprattutto #passione. Bisogna metterci tanta passione e tanta voglia di stare vicino alle #donne, tanta voglia di istruire e promuovere tutte le problematiche riguardanti la donna, che si sviluppano dall’adolescenza fino alla menopausa.”

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Quali sono le caratteristiche del suo paziente tipo?
“Il percorso della #gravidanza non è solo un percorso medicalmente assistito, in cui si deve fare di tutto di più, esami su esami, #ecografie su ecografie, bisogna partire dal concetto che la gravidanza è un evento fisiologico, che fa parte della vita della donna, che poi si può trasformare, ovviamente in una gravidanza a rischio, con patologie concomitanti o preesistenti, o che insorgono con la gravidanza, in quel caso la gravidanza viene medicalizzata un po’ di più. La gravidanza a basso rischio, ha un percorso molto semplice. La donna va seguita, consigliata, incoraggiata. La paura della donna è il parto, infatti verso la fine della gravidanza, a seconda dei casi e dei fattori caratteriali e culturali, la donna non vede l’ora di partorire e allo stesso tempo ha paura. Se noi lasciamo fare alla fisiologia della gravidanza, tutto diventa molto più semplice, il compito del #ginecologo, sta non nell’assecondare la donna, perché tutti ti chiedono alla fine il #cesareo, pensano sia la panacea, quella soluzione senza pericoli, ma non è affatto vero, perché i rischi di complicanze si raddoppiano con il cesareo. Le donne vanno adeguatamente informate, bisogna sapere gestire la paura del #dolore. La parto analgesia ha molti benefici, per il paziente, per il feto, inoltre avere un #anestesista in sala parto è il massimo.”

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La parto analgesia che cos’è?
“La parto analgesia è quello che viene chiamato parto indolore, #epidurale, viene inserito un cateterino dietro la schiena della paziente nello spazio subaracnoideo, l’anestesista sa bene la quantità di determinati farmaci analgesici che vengono introdotti o anestetici, dipende dalla fase del #travaglio. Praticamente toglie il dolore ma non toglie la motricità, cioè la donna partecipa al parto, ma partecipa con uno spirito diverso perché non sentendo il dolore o avvertendolo in maniera molto ridotta, la partecipazione è più cosciente e più serena da parte della paziente e anche per il ginecologo, perché assistere una paziente che urla e si dispera per i dolori non è la stessa cosa che assistere una paziente che da un punto di vista psicologico è serena, tranquilla.”

Che ruolo ha il ginecologo durante il travaglio e il parto?
“Il ginecologo ha un ruolo importantissimo, deve occuparsi della sorveglianza materno/fetale, cioè deve sempre valutare i parametri che ci vengono trasmessi da un punto di vista tecnologico con le #contrazioni, di conseguenza fa il monitoraggio del battito cardiaco fetale ed è lì pronto ad intervenire qualora dovesse succedere una complicanza. Tutto parte dall’accurata selezione del tipo di parto che la paziente potrà avere, il concetto che la donna va ospedalizzata quando è necessario. La paziente non si ricovera perché ha quaranta settimane, e perché magari ha avuto qualche contrazione, assolutamente no, ci sono dei parametri, delle linee guida che vanno seguite, entro il quale il ginecologo ha la sua possibilità di decidere una determinata cosa o l’altra. Il rapporto di fiducia che si crea tra la donna e il ginecologo, la donna e la struttura dove ha deciso di partorire è fondamentale, è alla base di tutto quello che sarà il prosieguo del parto, del puerperio, di tutto ciò che verrà successivamente. Presso l’ospedale della Murgia abbiamo istituito i corsi di preparazione al parto, grazie ad una ostetrica veramente brava. Durante il corso vengono intervistate anche le varie figure che rientrano nel management dell’assistenza al parto, il neonatologo o pediatra, l’#anestesista, lo #psicologo, il #ginecologo #ostetrico che spiega alle donne le varie fasi del parto, come ci si deve comportare e poi la figura dell’ostetrica che fa anche training autogeno per imparare la respirazione, le spinte.”

Quali caratteristiche dovrebbe avere la struttura ospedaliera adatta al parto e alla degenza di una donna gravida?
“Una struttura confortevole, quella che abbiamo va fin troppo bene, c’è abbastanza privacy le stanze sono a due letti, certo se volessimo guardare al futuro, magari ci augureremmo gli appartamentini da parto dove è possibile tenere il marito, i figli, ma questo è molto aldilà d’avvenire, la situazione così com’è mi sembra più che confortevole, sia per il parto in sé per sé che per la degenza delle pazienti.”

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