Gravidanza

Infertilità: cosa fare?

Infertilità cosa fare e come intervenire per avere un figlio, ce lo spiega la dott.ssa Luisa Loiudice.

La dott.ssa Luisa Loiudice è specializzata in Medicina Riproduttiva, laureata in Medicina, Specializzata in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha effettuato diverse esperienze all’estero tra cui Messico, Regno Unito e Spagna, fino a dedicarsi alla Riproduzione Assistita, conseguendo il Master presso l’Università di Valencia. Dal 2013 lavora con il gruppo IVI, Istituto Valenciano di Infertilità, prima presso il Centro IVI di Valencia nell’Equipe del dott. José Remohí e, dal 2015, presso il centro IVI di Roma nell’Equipe della dott.ssa Daniela Galliano.

Ci può spiegare di cosa si occupa il vostro centro?

L’Istituto Valenciano di Infertilità nasce nel 1990, prima istituzione medica in Spagna specializzata interamente nella Riproduzione Umana, e da allora ha permesso la nascita di 160.000 bambini. Nel 2017 si è associato con RMANJ, dando vita a IVI-RMA Global il più grande del settore della Riproduzione Assistita al mondo.

IVI è stato inoltre uno dei pionieri a livello mondiale nella vitrificazione degli ovociti per la preservazione della fertilità, grazie alla quale molte donne possono realizzare il loro sogno di maternità in periodi fisiologicamente meno fertili.

Dal 2007, questa tecnica si applica anche a pazienti con diagnosi oncologica, permettendo così anche a loro di diventare mamme!

Quali sono le tecniche di cui si avvale e che cosa consigliate ad una coppia?

Presso i nostri centri si realizzano tutti i trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita disponibili al momento: inseminazione artificiale, vitrificazione ovocitaria, fecondazione in vitro sia omologa che eterologa con tecnica convenzionale ed ICSI, avvalendosi inoltre della tecnologia più all’avanguardia come il Test Genetico Preimpianto (TGP), EmbryoScope®, MAC, Nace e Nace Plus.

Nel Test Genetico Preimpianto (TGP) IVI è stato pioniero. Questa tecnica consiste nel diagnosticare alterazioni genetiche e cromosomiche in stadio embrionario, quindi prima dell’impianto in utero materno, evitando così che il futuro genito sia affetto da patologie genetiche diagnosticabili.

Grazie a tutto questo 9 coppie su 10 che si sono rivolte ad IVI per problemi di infertilità, hanno raggiunto il loro obiettivo: diventare genitori!

Per valutare se le tecniche di PMA possano aiutare la coppia, è fondamentale eseguire una prima visita in modo accurato ed esaustivo, valutando sia i singoli componenti della coppia che la loro storia di infertilità, che potrà essere completata con la richiesta di specifici esami di laboratorio (tra cui esami ormonali e spermiogramma) o strumentali (come l’isterosonosalpingografia, o l’isteroscopia). A questo punto, si valuterà la situazione e si indicherà alla coppia la tecnica idonea al loro caso.

Quando arriva da voi una donna che non riesce ad avere figli che cosa le consigliate e che terapia deve intraprendere?

Come detto, è una situazione che va valutata caso per caso ed è importante valutare la coppia e non solo la donna.

L’infertilità, sia maschile che femminile, può avere molteplici cause. Secondo l’Istituto Superiore di Sanita, circa il 15% delle coppie italiane sono affette da problemi di infertilità.

Stile di vita errato, la ricerca tardiva del primo figlio o altri fattori come alcool, fumo, obesità o malattie quali l’endometriosi sono tra le principali cause di infertilità, che si ripartisce all’interno della coppia in maniera quasi equa (37.1% problemi femminili, 29.3% problemi maschili).

In genere, si consiglia di procedere con accertamenti sulla propria fertilità dopo circa un anno di rapporti sessuali mirati, ovvero che sono avvenuti nel momento dell’ovulazione. Se la paziente ha superato i 35 anni, è consigliabile ridurre i tempi (intorno ai 6 mesi).

Se la coppia sospetta una possibile infertilità, è necessario che si rivolga a specialisti del settore, i quali orienteranno la coppia stessa a studi specifici che permetteranno poi di valutare il trattamento medico da intraprendere, se necessario.

Esistono dei falsi miti che confondono le donne che ricercano una gravidanza?

La mancanza di informazione o l’informazione errata creano molta confusione nella donna e nella coppia. Uno studio multicentrico condotto nel 2013 ha messo in evidenza come in Italia l’intervallo medio fra il prendere coscienza di una sospetta infertilità e la richiesta di aiuto presso il proprio medico è di circa 13 mesi, mentre il lasso di tempo fra la prima visita medica e lo sviluppo di un percorso di cura da parte di un centro specialistico è di circa 10 mesi.

Rivolgersi ad un medico per problematiche di coppia è sempre stato un tabù, è difficile nella coppia accettare la problematica e confrontarsi con un medico su tematiche che la società considera come “normali”: si cresce, ci si sposa ed arriva da sé la gravidanza… ma non sempre è così!
La donna deve essere informata dei suoi cambiamenti fisiologici, sull’età di massima fertilità che è inferiore ai 35 anni e che dopo i 40 anni si assiste ad una riduzione importante della fertilità.

E’ importante informare la donna sulla possibilità di preservare la propria fertilità, sia per motivi oncologici che per motivi sociali. Dal 2007 ad oggi in IVI si è registrato un notevole aumento delle donne che sono ricorse alla preservazione della fertilità per cause oncologiche, l’aumento è da ricondurre a un aumento della sopravvivenza post trattamento oncologico, alle più efficaci e sicure tecniche di preservazione, ma anche per una maggiore sensibilizzazione su questo tema.

Parallelamente all’aumento della preservazione della fertilità per cause oncologiche si è visto un aumento della preservazione della fertilità per cause sociali. Nella nostra società, negli ultimi anni, si è ritardata di molto l’età della maternità, spostando la responsabilità riproduttiva a donne con un’età sempre più avanzata in cui l’impatto fisiologico del tempo produce effetti negativi sulle gonadi che si traduce con riduzione della fertilità.

Ad oggi il 94,20% delle donne che ricorre alla criopreservazione ovocitaria lo fa per bloccare gli irreversibili effetti del tempo sulla fertilità.

Può indicarci come potrebbero contattarla le nostre lettrici per ottenere una visita?

Per prendere un appuntamento, è possibile chiamare il numero 800 088247, oppure attraverso il sito web ivitalia.it

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