Gravidanza

Lo stato come aiuta le donne incinta?

Abbiamo sentito Rosa Genco, mamma e responsabile del Caf Italia sede preriferica di Altamura, operatrice del patronato Epas e conciliatrice dello Snalv. Maturità classica, laureanda in giurisprudenza, si occupa di assistenza fiscale e tutela sociale, diritti dei più deboli.

Che cosa consiglierebbe ad una donna  lavoratrice che resta incinta? Che cosa dovrebbe fare per accedere alle agevolazioni dallo stato? Quali sono e come funzionano?

Se una donna lavoratrice resta incinta per tutelare il suo status di gestante, deve chiedere, con l’ausilio e l’approvazione del ginecologo di fiducia, di astenersi dal lavoro, anche nelle prime settimane di gravidanza, presentando idonea istanza di astensione anticipata dal lavoro. La maternità che coinvolge la lavoratrice negli ultimi due mese di gravidanza e nei primi tre dopo la nascita del bambino, prevede una astensione dal lavoro riconosciuta dell’indennità da parte dell’inps, nella misura dell’80% e dall’azienda nella misura del 20%, coprendo l’intero stipendio in busta paga.

Negli ultimi anni, il governo italiano sta adottando una politica di incentivi alle nascite, con diverse elargizioni economiche e agevolazioni nei confronti dei nascituri e della loro famiglia. Per accedere alla maggior parte di questi benefici tra i requisiti è necessario munirsi dell’attestazione delle condizioni economiche familiari. L’I.S.E.E., indicatore economico che l’Inps determina sulla base delle proprie condizioni reddituali ed è considerato parametro-soglia cui si fa riferimento per stabilire l’accesso o l’esclusione dalle agevolazioni.

magnagrecia_hotel_villageTra i vari incentivi ci sono: Il bonus bebè o assegno di natalità, che viene corrisposto nella misura di 160,00 euro, se il proprio valore I.S.E.E. non supera 7.000,00 euro e 80,00 euro se l’I.S.E.E. è nella fascia tra i 7.001,00 e 25.000,00 euro, fino al compimento del terzo anno di età del minore.

In via sperimentale è stato concesso un assegno di 800,00 euro una tantum “Premio nascita” per i nati nel 2017 prorogato anche per i nati nel 2018, questo senza limiti di reddito.

Da qualche anno è possibile richiedere una social card che si autoricarica di 80,00 euro ogni due mesi per le famiglie dei piccoli fino a 3 anni di età se il proprio I.S.E.E. non supera 6.863,29 euro.

Altre forme di aiuto per le madri lavoratrici che iscrivono il proprio figlio al nido, per loro, fino ad esaurimento delle risorse finanziarie e senza requisiti minimi di reddito, lo stato riconosce 1000,00 euro sotto forma di Bonus nido, sempre che la scuola pubblica o privata sia autorizzata con provvedimento del MIUR

Che cosa consiglierebbe ad una donna che resta incinta ed è casalinga? Esistono agevolazioni anche per chi non lavora?

La donna casalinga che sta per diventare madre, può chiedere un assegno di maternità comunale una tantum di importo pari a 1694,45 euro sempre dopo essersi rivolta al C.A.F. per ottenere l’attestazione I.S.E. I limiti di reddito ISE  *( con una e) da non superare in questo caso cambiano a seconda dei componenti del suo nucleo familiare

Una volta nati i figli, lo Stato come sostiene le mamme e le famiglie?

Il sostegno alle famiglie con figli da parte dello stato trova riscontro nell’assegno al nucleo familiare percepito in busta paga fino al compimento della maggiore età dei figli e delle detrazioni fiscali per i familiari a carico che fungono da detassazione sull’Irpef da versare in rapporto agli scaglioni di reddito personale.

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