Gravidanza

Fumo passivo in gravidanza

“Sono incinta, non dovresti più fumare in ufficio per favore e prima delle analisi potresti tenere il cane fuori dall’ufficio”. Serena arrivava in ufficio tutte le mattine, già all’ingresso una cappa di fumo ad accoglierla. Incinta al secondo mese, una mattina mentre era seduta alla sua scrivania, sentiva del fumo entrare dalla porta e pensò che per quei quattro soldi forse non valeva la pena mettere a repentaglio la vita di suo figlio, sottoponendolo continuamente a fumo passivo. Il suo capo fumava in ufficio. Se fosse successo qualcosa al bambino per colpa di un cretino, non se lo sarebbe mai perdonato. Non denunciò i suoi capi, né comunicò formalmente il suo stato di gravidanza perché loro le rinnovassero il contratto. Lasciò l’ufficio e non vi mise più piede, ormai pensava solo a suo figlio e al suo bene. Il contratto co.co.co non fu rinnovato e non smisero nemmeno di fumare in ufficio. Aveva ideato un progetto esclusivo. fu chiuso in un cassetto e a lei non fu comunicato più nulla. Nemmeno fu fatta una telefonata di cortesia.

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