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CUP e liste d’attesa: come comportarsi?


Se al C.U.P. rispondono che non è possibile prenotare perchè ci sono le liste bloccate, questo non è possibile. Infatti chiudere le prenotazioni, il cosiddetto fenomeno delle liste d’attesa bloccate, è una pratica vietata dalla Legge Finanziaria 2006, L. n. 266/05. Le Regioni possono applicare in tali casi, ai responsabili della violazione, addirittura un’ammenda da euro 1000 a euro 6000.

Quando ci si trova di fronte ad una lista bloccata bisognerebbe:

  • Segnalare il fatto inviando tramite raccomandata A/R alla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria, all’Assessorato alla Sanità della tua Regione e a Cittadinanzattiva il modulo  scaricabile dal sito www.cittadinanzattiva.it per richiedere lo sblocco delle liste e l’applicazione dell’ammenda;
  • Chiamare il CUP per conoscere quali altre strutture possono erogare la prestazione.

Il Nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2010-2012 ha fissato a livello nazionale i tempi massimi solo per 58 prestazioni sanitarie tra diagnostica, specialistica ambulatoriale (prime visite o primi esami diagnostici) e per alcuni ricoveri.
Le Regioni a loro volta recepiscono il Piano Nazionale indicando, in un proprio atto, le prestazioni garantite ed i relativi tempi massimi d’erogazione in ciascuna regione.
Il dettaglio delle prestazioni individuate dal Piano Nazionale può essere visionato nella sezione approfondimenti del sito www.cittadinanzattiva.it.
Per le disposizioni regionali si può consultare il sito della tua Regione di appartenenza o rivolgerti all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della tua ASL.
Il Nuovo Piano Nazionale per le liste d’attesa prevede che in caso di mancato rispetto dei tempi massimi l’Azienda debba provvedere ad indicare le strutture pubbliche o private accreditate (convenzionate) che assicurano il rispetto della tempistica; nel caso nessuna struttura pubblica o convenzionata sia in grado di erogare la prestazione, l’Azienda sanitaria deve autorizzare la prestazione in regime intramurario (intramoenia). In questo caso il cittadino non deve sostenere alcun onere economico aggiuntivo, se non l’eventuale ticket (se non esente).
Bisognerebbe quindi inviare il modulo per chiedere l’individuazione della struttura pubblica o convenzionata in grado di erogare la prestazione di diagnostica o specialistica entro i tempi massimi stabiliti o autorizzare la prestazione in intramoenia senza oneri aggiuntivi oltre al ticket. Nel caso di superamento dei tempi massimi per le prestazioni di ricovero si può utilizzare questo modulo.
Il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa prevede la possibilità per il medico (medico del servizio pubblico, medico di famiglia, pediatra, guardia medica) di applicare un codice di priorità alla prestazione richiesta. Sulla ricetta potrà quindi indicare il codice U (urgente) per cui la prestazione dovrà essere erogata entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni le visite e 60 giorni la gli esami diagnostici, P programmabile.
Ogni azienda sanitaria locale o azienda ospedaliera deve redigere il piano aziendale attuativo e di questo deve dare opportuna “diffusione” ai cittadini; deve essere infatti disponibile presso i centri di prenotazione, i siti web aziendali e gli URP.
Se nessuna struttura sul territorio è in grado di effettuare quella prestazione in tempi congrui, ed una certificazione medica attesta l’incompatibilità dell’attesa con le tue condizioni di salute, puoi inviare il modulo. Dovrai inviare il modulo alla direzione generale della Asl e all’Assessorato alla Sanità della tua Regione, allegando il certificato attestante l’incompatibilità dell’attesa attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Se si decide di recarsi solo ed esclusivamente in una struttura, ma altre strutture nella  ASL sono in grado di erogare quella stessa prestazione nel rispetto dei tempi massimi, non ci sono alternative: devi attendere il tuo turno.
Il consiglio è quello di contattare sempre il CUP al fine di individuare la struttura che eroghi la prestazione nel minor tempo possibile oppure parlarne con il tuo medico per valutare se le attese sono compatibili con le tue necessità!!!
Il Piano ha fissato tempi massimi per prestazioni diagnostico-specialistiche in regime ambulatoriale solo per le prime visite e primi esami diagnostici ovvero per quelle prestazioni volte ad individuare una diagnosi; restano quindi esclusi i controlli periodici.
Se l’attesa prospettata dal CUP risulta incompatibile con le tue necessità parlane con il tuo medico che eventualmente provvederà a certificare la necessità della prestazione in tempi più brevi. Utilizza il modulo ed allega la certificazione del medico che attesta l’incompatibilità dei tempi.
Esistono i percorsi diagnostico terapeutici (PDT)
Il nuovo Piano di contenimento sui tempi di attesa stabilisce che le Regioni sono tenute ad avviare dei percorsi di accesso preferenziali (PDT ovvero percorsi diagnostico terapeutici) per 2 aree mediche in particolare: l’area cardiovascolare e quella oncologica.

  • La prima visita specialistica (visita cardiologia o oncologica) va eseguita entro 30giorni;
  • Dovranno essere stabiliti tempi di attesa adeguati tra la definizione del problema (diagnosi) e l’esecuzione dell’atto terapeutico. Comunque l’attesa non potrà essere superiore a 30 giorni.

Il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (Gazzetta ufficiale 23/11/2010 supplemento ordinario n 274) garantisce l’erogazione di 58 prestazioni entro tempi massimi precisi.

 

fonte: www.cittadinanzattiva.it

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