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Come leggere il pensiero altrui? E’ la nuova frontiera della scienza.

Come leggere il pensiero altrui? E’ la nuova frontiera della scienza.

Si aspettava dalla scienza e dalla tecnologia una scoperta rivoluzionaria, ed eccola qui, una scoperta del genere effettivamente cambierebbe completamente il modo di relazionarsi tra le persone, conoscere il sistema per leggere l’attività cerebrale di chi ci è di fronte, arrivato all’inizio del 2019, è stato sperimentato un sistema per tradurre i pensieri in parole.

E’ stato costruito il primo sistema capace di tradurre i pensieri in parole: ‘leggendo nel pensiero’ di una persona, può ricostruirne le parole con una chiarezza mai avuta prima.

E’ un passo verso nuovi sintetizzatori linguistici basati sull’intelligenza artificiale e computer capaci di dialogare direttamente con il cervello umano, aiutando a esprimersi persone che non possono più parlare a causa di malattie. Il risultato, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, si deve alla Columbia University.

Quando una persona parla, o immagina di farlo, appaiono nel cervello le spie di questa attività, segnali riconoscibili presenti anche quando si ascolta parlare qualcuno.

Per decodificarli, i ricercatori guidati da Nima Mesgarani hanno sviluppato un vocoder, cioè un algoritmo capace di sintetizzare i discorsi, dopo aver imparato a registrare una persona mentre parla.

“E’ la stessa tecnologia usata da Amazon Echo e Apple Siri che rispondono verbalmente alle nostre domande”, rileva Mesgarani.

Per insegnare al vocoder a interpretare l’attività cerebrale, i ricercatori hanno studiato e misurato quella di malati di epilessia, mentre ascoltavano frasi pronunciate da persone diverse.

Quindi hanno chiesto ai volontari di contare da 0 a 9, registrando i loro segnali cerebrali. Il suono prodotto dal vocoder in risposta a questi segnali è stato analizzato e ‘pulito’ da un sistema intelligenza artificiale che imita le strutture dei neuroni.

Il risultato dell’esperimento è stata una voce, dal suono meccanico, in grado di ripetere la sequenza di numeri.

“Le persone riuscivano a capire e ripetere i suoni detti dalla macchina il 75% delle volte”, continua. I ricercatori vogliono ora ripetere il test con parole e frasi più complesse, e con i segnali cerebrali prodotti da una persona mentre parla o immagina di farlo. L’idea è di arrivare a realizzare un impianto simile a quello usato per i malati di epilessia, capace di tradurre direttamente in parole i pensieri di persona non più in grado di parlare a causa di malattie, come la sclerosi laterale amiotrofica.

 

fonte: www.ansa.it

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