Aristocratica Cinema Italia

Com’è il film Tolo Tolo di Checco Zalone?

Com’è il film Tolo Tolo di Checco Zalone?

Chi si aspettava il solito Zalone divertente, con la battuta pronta e sempre sul pezzo, superficiale e disconnesso nella sua genialità potrebbe essere rimasto deluso, ma questo film segna per Luca Pasquale Medici, in arte Checco Zalone, un passaggio importante. In Tolo Tolo il regista sperimenta un nuovo stile narrativo che segnerà per sempre la storia del cinema italiano.

Arrivati al cinema il primo gennaio 2020, il primo giorno di programmazione, alle 16.00 c’erano due file davanti al botteghino per le prenotazioni nelle diverse fasce orarie, la programmazione del film era previsto fino alle ore 24. Famiglie con bambini, papà con le loro figlie adolescenti, mariti, nonni, gruppi di ragazzi, tutti in fila per acquistare i biglietti. L’unico obiettivo per le persone in fila era accaparrarsi il biglietto per poter vedere il solito capolavoro di Zalone, ma nessuno sapeva che sarebbe stato un progetto cinematografico completamente diverso dai suoi soliti clichè.

All’inizio del film Checco Zalone interrogato dalla polizia racconta la sua storia. Checco Zalone è un ragazzo della provincia di Bari, precisamente di Spinazzola che ha molti sogni, uno di questi è quello di cambiare il proprio paese e portare nella provincia in cui abita una ventata di freschezza e novità motivo per cui realizza il “Murgia Sushi” un ristorante dal concept innovativo. La metalità retrograda e le tasse italiane lo costringono a chiudere poco dopo e ad emigrare per lavorare. Trova lavoro in Africa, in un villaggio per ricchi come cameriere e di lì inizia il suo viaggio africano.

In Tolo Tolo c’è un nuovo Checco Zalone, lui si mette da parte, diventa l’accompagnatore quasi silenzioso dei fatti, attraverso le immagini racconta la crudentà delle vicende africane. La sua comicità diventa corollario delle credenze e della semplicità di quella gente che guarda all’Italia e all’Occidente con speranza, alla salvezza per se stessi e per i propri figli. Zalone racconta di una Italia che non riesce a salvare gli italiani ma che può “salvare gli africani”.

Lui in prima persona si mette in viaggio con gli immigrati e vive da italiano sprovveduto l’inferno del viaggio della speranza. Se si cerca la comicità frivola in questo film non la si troverà si tratta di una comicità profonda che racconta la tragedia, si tratta della storia di quella gente che parte dalle coste Libiche verso l’occidente sui barconi e rischia la propria vita in mare.

Un tema molto delicato, del quale Zalone riesce a toccare tutte le corde, note dolenti per gli italiani e per tutta l’Europa. Un pò come Benigni nel racconto dell’olocausto, in Tolo Tolo si vede un Checco Zalone quasi triste in alcuni tratti, viene fuori la sua personalità, piena di contenuti, sperimentale con la voglia di regalare al cinema una perla e sensibilizzare le persone su un tema scottante come quello dei diritti umani.

Certo non possiamo raccontarvi tutto il film perchè come in ogni avventura vale la pena viverla per comprenderla fino in fondo, perchè probabilmente ad ognuno lascerà un segno diverso soprattutto con i suoi attacchi di fascismo e la sua comicità dirompente.

Possiamo dirvi che nel cinema si passava da momenti silenziosi e seri a momenti di ilarità distensiva.

Per il finale aspettatevi uno Zalone trasformato in una “Marry Poppins della speranza” un finale dedicato solo ed esclusivamente alle nuove generazioni. Checco Zalone spiega a tutti i bambini perchè alcuni di loro nascono in Africa una terra “sfigata” e altri invece in altre parti del mondo più fortunate, con uno stile completamente nuovo.

Tolo Tolo ha dato inizio ad un nuovo genere narrativo nel cinema italiano, speriamo che questo sia solo l’inizio di un progetto molto più ambizioso.

 

 

e-mail

facebook

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: