Puglia Salute Sociale

Autismo e strutture pubbliche, quali le soluzioni per superare le criticità?

Autismo e strutture pubbliche, quali le soluzioni per superare le criticità?

Si sono tenute in III commissione consiliare della Regione Puglia le audizioni sullo stato di applicazione del regolamento riguardante la definizione del fabbisogno e dei requisiti organizzativi, tecnologici e strutturali della rete assistenziale territoriale sanitaria e socio sanitaria per i disturbi dello spettro autistico.

Alla seduta sono intervenuti il dirigente della Sezione strategie e governo dell’offerta dell’assessorato alla Sanità, i direttori dei dipartimenti di salute mentale delle Asl e i rappresentanti delle associazioni del settore.

Il dirigente della struttura tecnica dell’assessorato ha comunicato i dati relativi ai pareri di compatibilità rilasciati per le strutture di ciascuna delle aziende sanitarie regionali.

In tutto saranno realizzati 38 moduli terapeutico riabilitativi intensivi ed estensivi, 8 comunità residenziali e 9 centri socio educativi.

Per quanto riguarda invece l’accreditamento, sono state presentate 4 istanze per realizzare 6 moduli, 1 centro diurno e 1 comunità residenziale.

L’obiettivo è quello di implementare il servizio pubblico, attraverso l’implementazione dei Centri Autismo Territoriali.

Come emerso dagli interventi dei direttori dei dipartimenti, le strutture pubbliche regionali non sono in grado di rispondere in maniera adeguata alle esigenze dell’utenza, determinando situazioni di grande criticità.

Il personale impiegato nei centri di assistenza territoriale è insufficiente e per lo più si tratta di dipendenti che prestano servizio in altre strutture, il che non consente una organizzazione stabile dell’attività.

Carenze anche per quanto riguarda le figure di psichiatri e neuropsichiatri infantili, che determinano l’allungamento delle liste d’attesa per la prima visita che variano da 3 a 6 mesi.

Le criticità riguardano inoltre la presa in carico dei pazienti, dal momento che manca del tutto la riabilitazione.
Sollecitazioni sono giunte infine dalle associazioni che si occupano di assistenza per chiedere una rideterminazione del fabbisogno, una ridefinizione dei moduli, l’inserimento di figure professionali di comprovata esperienza, il collegamento con i medici pediatri per la diagnosi precoce.

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