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Betori: “Gli influencer, distorsione della Comunicazione”

Un appello agli operatori dei Media “ad essere cercatori di verità e non amplificatori di notizie dannose”, un invito a “porsi di fronte alla realtà in modo limpido e onesto, partendo da una concreta esperienza, lasciandosi guidare dallo stupore di fronte alla realtà, oltre ogni manipolazione e pregiudizio”.  Richiami al Messaggio di Papa Francesco. Celebrando nella Festa dell’Ascensione la cinquantacinquesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali l’Arcivescovo di Firenze card. Giuseppe Betori nell’omelia proclamata nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore ha evidenziato un pericolo che si sta manifestando in questo momento difficile: «Sullo sfondo si staglia la minaccia del prevalere di opinioni standardizzate, elaborate nei luoghi di fabbricazione del consenso, sotto l’imperativo del politicamente corretto e degli interessi economici, favoriti dalla velocità e capacità moltiplicativa che caratterizza i moderni mezzi di comunicazione sociale. Il fenomeno dei cosiddetti influencer è paradigmatico di questa distorsione della comunicazione». Papa Francesco – ha ricordato ancora Betori – ha parole severe nel denunciare “una informazione preconfezionata, di palazzo, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”. Sono parole – ha concluso l’arcivescovo – che “possono ben essere collegate all’impegno di quanti lavorano sul campo, ad esempio per informarci sulle tragedie delle migrazioni, ma anche a chi con onestà e competenza demolisce visioni ideologiche che fanno velo alla realtà, non ultimo l’ambito dei problemi riguardanti la natura propria della persona umana e della famiglia”.  È stato questo il momento “clou” della Settimana di eventi promossi dalla Chiesa fiorentina Firenze: vi hanno preso parte numerosi attori della Comunicazione, alcuni dei quali hanno letto le preghiere dei fedeli appositamente preparate dall’Ufficio Liturgico, insieme a Sofia Novelli della Scuola di Arte Sacra di Firenze, autrice del Manifesto realizzato per l’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI. La Santa Messa è stata trasmessa in diretta streaming sul sito dell’Arcidiocesi, di “Toscana Oggi” e di “Radio Toscana.

La “Settimana” organizzata dall’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali era iniziata domenica 9 maggio nella parrocchia di San Leone Magno, dove il superiore della Comunità San Paolo di Firenze, don Carlo Cibien Ferraris, ha tenuto una meditazione su “Il Vieni e Vedi della domenica dei Cristiani” trasmessa anche su YouTube. Sabato 15 maggio nella chiesa di San Piero in Palco nell’incontro “Con le parole al servizio della Parola” sono stati ripercorsi la vita e l’operato di don Averardo Dini a cinque anni dalla scomparsa. A partire dal libro “Don Ave. L’uomo, il prete, lo scrittore” (Edizioni Toscana Oggi, 2021) a cura di Stefano Liccioli. Per ricordare uno dei principali fondatori del settimanale delle diocesi toscane, introdotti dall’ attuale parroco don Francesco Chilleri hanno portato testimonianze Riccardo Bigi, monsignor Gianni Cioli, Andrea Fagioli, Antonio Lovascio, l’assessore comunale Alessandro Martini, Domenico Mugnaini, don Simoni Pifizzi ed i nipoti di don Dini, Lucia e Paolo.

Fonte: chiesacattolica.it

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