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Abito da sposa cercasi: Rosanna Bassi “Ogni sposa deve avere un abito unico”

Abito da sposa cercasi: Rosanna Bassi “Ogni sposa deve avere un abito unico”

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Abbiamo intervistato Rosanna Bassi, una donna che riesce a conciliare la sua professione da imprenditrice e la sua condizione di essere moglie e mamma. Una donna che è riuscita a mettere insieme la sua viscerale passione per l’arte in tutte le sue forme, la sua passione per la sartoria e la sua condizione di moglie e mamma instancabile. Un esemplare altamurano purosangue molto semplice con una determinazione disarmante. Rosanna Bassi ha un atelier di abiti da sposa ad Altamura che prende il suo nome e da circa ventanni di attività collabora con molti brand nazionali nella creazione di molte delle loro linee di abbigliamento, tra tutti la più recente è la collaborazione con il wedding planner televisivo Enzo Miccio.

Qual è la formazione di Rosanna Bassi?

Ho studiato come disegnatrice di moda, ho seguito dei corsi di specializzazione e avendo una mamma sarta, sin da piccola mi sono cimentata tra pezzettini di tessuti, spilli e aghi, oltre al cucito, mi piaceva la parte creativa, su questo mi hanno aiutato molto i miei professori, sono stati molto bravi, hanno sempre sostenuto e incentivato la mia creatività, ad esempio il mio professore di disegno Mimmo Laterza, scultore altamurano, in un compito in classe, ci diete la possibilità di disegnare su una carta diversa, e io scelsi la carta del pane, in classe mi diede la possibilità di salire in piedi su una sedia, mettere il foglio di carta per terra, prendere una bottiglietta e con questa avrei dovevo centrare il disegno che avevo creato e così feci e venne fuori un effetto straordinario. La parte creativa mi ha sempre coinvolta, l’arte, tutto ciò sia creatività e curiosità, dopo le scuole superiori ho seguito molti corsi di specializzazione nel settore moda poi chi mi conosceva mi ha presentata a diversi brand importanti su tutto il territorio nazionale, negli ultimi anni seguo Enzo Miccio.

Con Enzo Miccio ho avuto la fortuna di conoscere Filippa Lagherback nel programma televisivo Real Time, Enzo Miccio ha preparato per lei un abito meraviglioso in chiffon di seta, con dei dettagli molto belli.

L’anno scorso ho ristrutturato il mio Atelier, un luogo in cui ho voluto riprodurre una immagine che rappresentasse il mio modo di lavorare, una immagine un pò vintage, una parete completamente industriale dipinta a mano, da cui venisse fuori, l’artigianalità, a rappresentare il lavoro fatto a mano e il mio modo di vedere la sposa.

 L’abito per essere unico, deve avere una lavorazione del pizzo e dei dettagli unica, ogni sposa, deve sentirsi speciale se una sposa è un pò più romantica caratterialmente, anche l’abito deve essere romantico, tutto dipende dal tipo di sposa. I dettagli che noi di Rosanna Bassi realizziamo completamente a mano, i ricami, la cintura, un fiocco sono l’elemento che fa la differenza sull’abito.

Che tipo di consigli daresti ad una ragazza che si deve sposare e viene da te?

Solitamente inizio con un dialogo, sarà istinto o esperienza, nel 90% dei casi dopo aver parlato con la sposa ho l’intuito di capire com’è fatta e qual è l’abito giusto per lei, allora il primo abito che solitamente le faccio indossare alla fine è quello che acquisterà, certo è chiaro che ne faccio vedere degli altri per darle la possibilità di scegliere, però la maggior parte delle volte riesco a capire com’è fatta la sposa e riesco ad individuare l’abito giusto per lei.

Alle nuove leve che iniziano questo lavoro tu che cosa consigli?

Ho notato che spesso appellare con la parola “sarta” sembra quasi una offesa per alcune ragazze, invece saper fare la sarta è un arte che si sta purtroppo perdendo, quando si sta ideando un abito, si deve conoscere anche come sarà effettivamente realizzato, perchè si può disegnare una vestito meraviglioso ma irrealizzazile, le fasi di ideazione, progettazione e realizzazione sono tre passaggi che non possono essere distinti nè prescindere l’uno dall’altro. Quando, inoltre un’altra persona, dovrà dare vita al tuo disegno si dovrà dare la possibilità di concretizzare quello schizzo in un abito vero. Ho avuto in atelier tirocinanti della scuola professionale e mi sono resa conto che loro non hanno molta conoscenza tecnica, anche della realizzazione di un corpino. Credo che posso consigliare loro che anche se l’obiettivo è quello di fare la stilista, bisogna andare per gradi, sicuramente è necessario imparare l’artigianalità della sartoria fatta a mano e sentirsi appellare come “sarta” dovrebbe essere un motivo di orgoglio per loro e non un demerito. L’haute couture è proprio quello, sartoria pura, ore di lavoro fatto a mano.

Con te lavorano altre persone?

Le mie collaboratrici sono tutte mogli, mamme e molto impegnate nella loro vita private. Per questo sono molto orgogliosa del loro lavoro, spesso devono fare orari improponibili per la routine familiare e loro sono sempre disponibili. Le mie collaboratrici mi seguono da tanti anni e questo per me vuol dire tanto, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro insieme.

 

 

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